SIRMIONE, COSA NON FARE PER TUTELARE I CANNETI E IL NOSTRO LAGO #LEZIONE N°1 🌾


In questo ultimo periodo si parla molto di tutela ambientale, difesa dell'ecosistema, valorizzazione del patrimonio naturalistico, sono stati recentemente proposti diversi progetti e sviluppate alcune iniziative, mirati a sensibilizzare la cittadinanza in merito all'importanza di salvaguardare l'ambiente che ci circonda e tutto il complesso ecosistema di cui facciamo parte.


Nel frattempo però, in attesa che questa sensibilità si sviluppi e si diffonda dando i primi risultati concreti, ci troviamo quotidianamente a fare i conti con quella che invece è la profonda superficialità e totale approssimazione con cui il lago e il suo ambiente naturale vengono ancora trattati da parte di persone o soggetti che evidentemente non comprendono le conseguenze negative delle rispettive azioni.

Questo video, pubblicato dal WWF Bergamo-Brescia e girato a Sirmione, si riferisce alle opere di ripristino della passerella pedonale di accesso al Parco San Vito situata proprio alle spalle di un importante ed esteso canneto, danneggiata pesantemente alcuni anni fa e recentemente ricostruita.

Come si può ben vedere chi ha effettuato i lavori non ha tenuto minimamente conto del contesto in cui si trovava ad operare, inizialmente abbandonando sul terreno ogni sorta di rifiuto e materiale, e successivamente, forse nel tentativo di riparare alla precedente maldestra azione, ricoprendo il tutto con un sostanzioso strato di materiale inerte, inglobando per diversi metri verso il lago non solo i materiali sottostanti ma anche ogni forma di vita vegetale che con difficoltà provava a farsi strada.

Non è la prima volta che a Sirmione si verificano situazioni discutibili nei confronti di aree a canneto trattate come fossero inutili sterpaglie, ma in questo caso la responsabilità è da dividere con l'Autorità di Bacino, che ha progettato e appaltato l'opera ma che evidentemente non ne ha garantito e verificato la qualità realizzativa.

Questo esempio ci mostra chiaramente come l'impatto e l'azione dell'uomo possano interferire in modo pesante con il contesto ambientale in cui viviamo e con l'ecosistema lacustre, generando effetti che poi si ripercuotono sulla qualità delle acque in cui ci immergiamo o sulla salute della flora e della fauna che abitano queste aree.

Non deve stupire a questo punto se negli ultimi 12 anni le aree a canneto della sponda bresciana del Lago di Garda si sono ridotte di oltre il 30%, andando via via diradandosi; è evidente, a fronte di situazioni come quelle mostrate nei video, che l'uomo e le sue azioni giocano in questo contesto un ruolo chiave, e solo invertendo la rotta e mettendo un freno a determinati fenomeni si può sperare in futuro di poter migliorare la situazione.




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