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SANITA' PUBBLICA, MENO POLITICA E PIU' COMPETENZA! 🏨

Le dichiarazioni alla stampa dell'Assessore lombardo al Welfare Guido Bertolaso con cui pochi giorni fa demoliva senza mezzi termini l'operato dell'ormai ex Direttore Generale dell'Asst del Garda Mario Alparone hanno lasciato tutti senza parole e scatenato le inevitabili reazioni da parte di tutte le parti in causa.

La gravità di queste affermazioni è evidente, così come lo è il danno di immagine verso una struttura del nostro territorio come l'Ospedale di Desenzano, fatta innanzitutto di persone che ogni giorno si adoperano tra mille difficoltà e carenze per garantire un servizio sanitario di qualità a tantissimi cittadini.

Tuttavia se non altro queste parole portano alla luce una questione che denunciamo da tempo, ovvero l'inadeguatezza di un sistema di gestione e governance di queste strutture sanitarie pubbliche da parte di dirigenti nominati direttamente dalla politica regionale, sulla base di logiche legate agli equilibri interni ai partiti anziché valutare il merito e la competenza di chi viene scelto per amministrare un patrimonio di tutti, quest'ultimo negli anni progressivamente spolpato ed azzoppato per fare spazio all'avanzare della sanità privata.


I risultati di queste gestioni sono sotto gli occhi di tutti e da tempo sono oggetto di denuncia e discussione: personale insufficiente in molti reparti, medici che scappano verso strutture più accoglienti, disappunto e rimostranze da parte del personale, disagi ed attese interminabili per i pazienti.

Il triste teatrino a cui abbiamo assistito in questi giorni con le dichiarazioni di Bertolaso e le successive maldestre smentite ci restituisce quindi una chiara fotografia di una sanità lombarda ostaggio della politica e dei suoi distorti meccanismi, dove le cariche apicali vengono usate come pedine per bilanciare equilibri interni alle maggioranze, restituire favori elettorali e costruire consenso.

In tutto questo a farne le spese sono sempre i cittadini e i dipendenti delle strutture sanitarie, in balia di direttori che vanno e vengono quasi annualmente, senza visione, senza progettualità, messi lì solamente per finalità politiche.

Il primo passo per restituire alla collettività una sanità pubblica efficiente e funzionante non può che essere quindi l'eliminazione di ogni influenza da parte della politica nella nomina di dirigenti e direttori sanitari.

Si premino merito e competenza, non l'appartenenza ad una forza politica piuttosto che le amicizie giuste.

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