PASSEGGIATE A LAGO, A TUTTO C'E' UN LIMITE!

Molti cittadini desenzanesi avranno avuto modo di vedere in queste settimane i cantieri per il rifacimento del tratto di passeggiata a lago tra il parcheggio della Maratona e la darsena Lepanto. In tanti hanno pubblicato fotografie e commentato indignati quella che, in diversi tratti, più che una passeggiata sembra una pista di atterraggio per aerei.

In effetti se si considera la larghezza dell'esistente che raramente supera i due metri, con la nuova realizzazione si arriverà praticamente ovunque a circa quattro metri, andando a raddoppiare di fatto lo spazio occupato verso il lago. In alcuni punti addirittura, come la spiaggia sotto il parco di via Lario, la passeggiata verrà creata da zero sostituendo praticamente per intero l'attuale accesso a lago.

Il fatto di poter percorrere lungolago il tragitto tra Rivoltella e Desenzano è sicuramente una possibilità gradita a tanti cittadini e turisti, ma ci chiediamo fino a che punto sia giusto e sostenibile occupare per sempre metri e metri di lago, riempire di cemento lo spazio dove oggi arrivano l'acqua e le onde, spingersi sempre un po' più in là, giustificando la scelta con la necessità di costruire strutture sempre più massicce e robuste per fronteggiare la crescente forza dei venti.


Ma se quanto sta avvenendo in quel tratto può sembrare eccessivo ed impattante, sappiate che quello che verrà realizzato nel tratto di lungolago verso il Desenzanino, dalla spiaggia Feltrinelli in poi, sarà ancora più devastante. Se dalla Maratona alla Lepanto ci si sporge a lago per circa quattro metri, la nuova passeggiata Feltrinelli-Desenzanino arriverà ad occuparne oltre dieci, in alcuni punti anche quindici. Una struttura imponente che cambierà per sempre i connotati di quel tratto di fascia a lago, invadendo irrimediabilmente migliaia di metri quadri di superficie lacustre.

Abbiamo sempre fortemente criticato questo intervento, pur con la convinzione che una sistemazione e un ammodernamento di quel tratto di passeggiata sia necessario, perchè è evidente la sproporzione tra ciò che è necessario per renderlo sicuro e fruibile e l'entità del progetto proposto. Progetto che nasceva come opera di compensazione di un PII, dove i costi dovevano essere a carico dei privati, per poi ritrovarci ora con lo stesso enorme progetto ma da finanziare interamente con soldi pubblici (circa 5 milioni Euro), motivo in più per rivedere drasticamente quanto inizialmente previsto, in un'ottica di maggiore sostenibilità soprattutto ambientale ma anche economica.


Siamo convinti che un altro approccio sia ancora necessario e possibile, per questa opera come per altre in futuro, un diverso modo di relazionarsi al nostro lago e all'ambiente che ci circonda quando si vanno a progettare interventi ed opere pubbliche di questa portata. Il concetto di sostenibilità deve essere il punto di partenza su cui sviluppare ogni intervento, valutando attentamente l'impatto che ciascuna opera avrà sull'ambiente circostante, e sapendo rinunciare a determinate scelte qualora queste si rivelassero eccessive o incompatibili con l'equilibrio degli spazi che le dovranno ospitare.









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