OSPEDALI PUBBLICI, MODELLO LONATO NO GRAZIE! 🏥

Le ultime settimane che precedono gli appuntamenti elettorali sono notoriamente frenetiche e ricche di impegni per i personaggi politici di tutti i livelli e il nostro territorio non fa eccezione.

Ogni occasione è buona per tagliare nastri, inaugurare opere e fare annunci per il prossimo futuro. In Lombardia poi, con le elezioni regionali tra pochi mesi, ogni apparizione vale doppio!


In questi giorni è stata la volta dell'Assessore al Welfare lombarda Letizia Moratti, che a Prevalle ha "inaugurato" l'Ospedale di Comunità di Lonato, che ad oggi non esiste e non esisterà probabilmente ancora per qualche anno, ma intanto viene inaugurato.


La storia di questo presidio è emblematica, parte da lontano e riguarda l'ex ospedale di Villa dei Colli di Lonato, storico punto di riferimento per le cure di riabilitazione per tutto il territorio del basso Garda e non solo.

Nel 2019 viene quasi completamente dismesso e buona parte dei servizi sanitari presenti vengono dislocati tra le strutture di Leno e Prevalle, sempre in capo alla ASST del Garda, con l'obiettivo dichiarato di una rapida demolizione e ricostruzione ex-novo ed un ritorno alla normalità entro massimo 3 anni.

Ad oggi dopo appunto 3 anni la struttura non è nemmeno stata demolita, per la ricostruzione servirà ancora parecchio tempo (e molti più soldi del previsto) e non è nemmeno certo che i servizi riabilitativi torneranno ad essere presenti, anzi appare improbabile.

Nel frattempo i tanti pazienti della vecchia struttura si sono visti costretti a complicati spostamenti verso i presidi alternativi (Leno o Prevalle) oppure, come spesso accade in questi casi, a rivolgersi alle strutture private convenzionate presenti sul territorio.


Nella stessa occasione l'Assessore Moratti non ha perso l'occasione per rilanciare la proposta del nuovo Ospedale di Desenzano, da realizzare a pochi metri dal presidio esistente, in una zona verde all'interno di un PLISS notoriamente infelice dal punto di vista della viabilità e della facilità di accesso.

Struttura anche questa punto di riferimento per i tanti cittadini che ogni giorno necessitano di cure e servizi sanitari in tutto il territorio del basso Garda, oggetto di ingenti investimenti pubblici e ammodernamenti, anche recenti, ma perennemente in affanno sotto l'aspetto gestionale e per quanto riguarda il personale.

Una situazione critica che si aggrava costantemente e che ha portato negli ultimi mesi anche a manifestazioni e contestazioni che hanno riguardato tutte le strutture dell'Azienda.

Insomma da anni non si riesce a garantire una gestione efficiente e solida a questa struttura, ma si preferisce oggi mettere sul piatto oltre 100 milioni di euro per realizzare un nuovo presidio, come se questo risolvesse tutte le problematiche croniche che affliggono gli ospedali pubblici del territorio che richiederebbero ben altre attenzioni.


Lo schema a cui assistiamo è sempre il medesimo, strutture pubbliche potenzialmente eccellenti che da anni garantiscono cure e servizi a migliaia di cittadini ma che vengono rese inefficienti e portate in condizione di non operare al meglio, costringendo i pazienti che possono permetterselo a ricercare alternative tra le tante strutture private presenti sul territorio.

Allo stesso tempo si annunciano e promettono opere faraoniche, spesso ridondanti o non necessarie, per abbagliare cittadini ed elettori come se queste risolvessero il problema di fondo dell'incapacità gestionale di chi a turno in questi anni, sempre rigorosamente su nomina politica, si è trovato a dover gestire le diverse strutture.


Il comparto sanitario pubblico è da sempre la chiave di volta su cui si regge buona parte del sistema politico di Regione Lombardia, utilizzato spesso per piazzare referenti politici ed amici, nonche' per favorire il proliferare di strutture private convenzionate e la progressiva trasformazione dei PAZIENTI in CLIENTI, il tutto a spese del Sistema Sanitario Nazionale.

E' dovere di ogni cittadino informarsi, conoscere, approfondire e difendere con i denti quello che resta di un sistema sanitario che ci garantisce ancora oggi cure ed assistenza senza doverci dotare per forza di una assicurazione sanitaria come accade invece in molti paesi europei e nel mondo.


Vogliamo una sanità efficiente per tutti, non per pochi!



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