DISCARICA CASTELLA, I NODI VENGONO AL PETTINE!

Ci siamo occupati più volte in questi anni del travagliato percorso per la realizzazione della discarica per rifiuti speciali prevista in territorio di Rezzato. Lo abbiamo fatto in particolare ogni volta che in Consiglio Comunale si è discusso il "Piano di Ricognizione delle Partecipate".

Gardauno Spa è infatti una società partecipata a capitale interamente pubblico di cui il Comune di Desenzano è socio di maggioranza relativa con oltre il 22% delle quote. A sua volta Gardauno detiene quote di alcune società minori tra cui La Castella Srl, società creata appositamente per la realizzazione e la gestione della discarica.

Abbiamo sempre ritenuto scorretto il fatto che una società interamente pubblica come Gardauno, nata per gestire la raccolta dei rifiuti sul territorio, utilizzasse i soldi derivanti dalle tariffe, e quindi dei cittadini, per investire nella realizzazione di una discarica, facendo business sullo smaltimento finale di alcune particolari categorie di rifiuti.


Con la definitiva bocciatura del progetto si pone tuttavia un ulteriore problema, di cui avevamo già in discusso in Consiglio Comunale circa 2 anni fa (dicembre 2018), come si può ascoltare nel video allegato.

Infatti risulterebbe che il terreno acquistato da Gardauno per la realizzazione dell'impianto sia stato registrato a bilancio con un valore correlato all'utilizzo a cui sarebbe stato destinato, sottovalutando la possibilità che l'iter potesse non andare a buon fine. Quindi ora che la procedura è stata bloccata si rischia di ritrovarsi con un terreno dal valore effettivo molto più basso rispetto a quanto stimato e quindi con un sostanzioso buco a bilancio da colmare. Temiamo che a ripianare la perdita dovranno essere ancora una volta i cittadini, attraverso le tariffe per il servizio di raccolta dei vari comuni. In questo caso il Comune di Desenzano e i cittadini desenzanesi avrebbero sicuramente di che preoccuparsi.


Nei vari interventi in Consiglio abbiamo chiesto più volte che il Comune, in qualità di socio di maggioranza, si facesse carico di spingere per la sospensione o annullamento dell'iter per la realizzazione di questa discarica e per procedere alla cessione della società La Castella, in questo modo forse non si sarebbe risolto il problema del buco di bilancio, ma quantomeno si sarebbe dato un segnale forte, coerente con una visione moderna di gestione del ciclo dei rifiuti orientata all'economia circolare e alla sostenibilità ambientale.




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