DEPURATORE DEL GARDA, ORA E' UNA QUESTIONE DI DEMOCRAZIA!

In questi giorni con Paola Pollini siamo passati al presidio permanente in Piazza Duomo a Brescia, dove dal 9 agosto ininterrottamente comitati e cittadini mantengono alta e viva l'attenzione sul tema della depurazione del Garda e in particolare sui recenti sviluppi legati alla nomina del commissario straordinario, nella figura del Prefetto.


Per anni ci siamo occupati di questa tematica, ne abbiamo analizzato i dettagli tecnici, economici, politici, abbiamo fatto proposte e seguito da vicino tutte le evoluzioni che dall'ipotesi iniziale di Visano ci hanno portato fino a qui.

Ma oggi al centro della discussione non ci sono più gli aspetti meramente progettuali, o le varie ipotesi di localizzazione degli impianti, bensì il grave avvenimento che ha stravolto le istituzioni democratiche di una intera Provincia, con la nomina di un commissario da parte del Ministero con lo scopo di bypassare in un colpo solo tutti gli enti formalmente coinvolti nel percorso di localizzazione del nuovo depuratore del Garda e cancellare anni di lavoro sul tema.

Dopo anni di dibattito pubblico, tavoli tecnici, confronti a vari livelli che negli ultimi tempi avevano coinvolto anche comitati e gruppi territoriali e portato, con l'ipotesi di localizzazione a Lonato, in una direzione che sembrava essere meno ostile all'opinione pubblica e migliorativa sotto alcuni aspetti tecnico-economici rispetto a Gavardo-Montichiari, è infatti arrivata a gamba tesa una richiesta formale da parte del Ministro degli Affari Regionali, personaggio ben noto dalle nostre parti per essere stata cacciata malamente dalla sua stessa maggioranza nel marzo 2000 dal ruolo di Presidente del Consiglio a Desenzano per "scarsa sollecitudine nell'adempimento dei suoi doveri istituzionali", diventando poi più volte Ministro della Repubblica, con cui si richiede la nomina di un commissario straordinario che decida autonomamente, sostituendosi agli organi ed enti preposti quali ATO e Provincia di Brescia, dove posizionare il nuovo depuratore del Garda.


E' evidente che tale iniziativa non sia casuale, ma nasca dalla precisa volontà di assecondare le pressanti richieste di alcuni colleghi di partito del Ministro in questione, che evidentemente sul nostro territorio godono di un certo potere, i quali non gradivano la possibilità sempre più concreta che il nuovo depuratore potesse spostarsi dalla lontana Valsabbia alla periferia di Lonato del Garda.

Insomma per gli interessi politici di pochi sindaci amici, si è azzerato un percorso decisionale e di valutazione durato anni, che ha coinvolto decine di soggetti e di figure tecniche, nonché gli enti istituzionali territoriali preposti a prendere tali decisioni.

Il Commissario da parte sua non ha fatto altro che eseguire le richieste ricevute, assecondando le motivazioni per cui è stato nominato e riportando l'argomento sui binari graditi al Ministro.

Ora ci ritroviamo nuovamente con il folle progetto Gavardo-Montichiari sul tavolo, osteggiato da migliaia di cittadini, comitati e sindaci, imposto con la forza e l'arroganza da coloro che pretendono di poter smaltire le proprie fognature a chilometri di distanza e in casa d'altri, senza nel frattempo preoccuparsi di affrontare e risolvere i veri problemi legati alla collettazione fognaria sul Lago di Garda rappresentati dalle centinaia di scarichi a lago che ogni giorno, da decenni e in tutti i comuni del lago, riversano in acqua reflui non depurati e inquinanti di ogni genere.

La strada sarà ancora lunga...



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